LA STORIA DEL PALAZZO MARCHESALE:
Il palazzo marchesale é detto anche "castello". Non si conosce la data di costruzione ma di sicuro era esistente al momento in cui il marchese De Franchis si stabilì a Taviano. Sul portale vi è lo stemma di famiglia ancora ben visibile. Il Castello si trova di fronte alla sede Comunale in Piazza del Popolo.
Dalle informazioni esistenti si può presumere che il palazzo sia datato 1600, anche se le notizie storiche documentate risalgono ai primi anni del 1700; i vari nobili che si sono succeduti su questo casale hanno portato a definire questo palazzo come “Palazzo De Franchis”, perché l’ultimo feudatario era appunto un De Franchis.

IL FINANZIAMENTO:
L'Amministrazione Comunale ha avuto negli anni passati un finanziamento di un miliardo di vecchie lire, attraverso l’otto per mille, che ha permesso di fare un primo intervento di recupero parziale della struttura. Con i fondi regionali PIS, con la misura 2.1 che si riferisce alla “Cultura”, si è avuto un ulteriore finanziamento di un milione di euro che forse permette di recuperare completamente il Palazzo Marchesale “De Franchis” del Comune di Taviano.
E' stato fatto un primo protocollo di intesa con trentasette comuni che sono oggetto del finanziamento e che si riferiscono a tutto il Sud Salento; la speranza è che, con queste risorse, si possa mettere di nuovo in uso questa bellissima struttura, per utilizzarla come contenitore culturale, realizzare una biblioteca, darlo ad associazioni o gruppi di giovani che possono avere, in questo modo, un luogo di incontro.

LA DESTINAZIONE DEL PALAZZO:
Al primo piano era chiaramente la residenza del nobile e a piano terra c’erano le stalle e altre attività meno nobili. Ci sono invece dei piani ammezzati dove ci sono dei granai, quindi dei contenitori alimentari che sono pure curiosi da visitare per la forma caratteristica. L’edificio però non è completamente proprietà del comune, una parte è ancora di proprietà privata, il bar “Palazzo Marchesale” è di proprietà privata, come pure la pizzeria “Ciccio Panza”.

L’ULTIMA DESTINAZIONE:
C’è stato un proprietario privato, da cui il Comune ha acquistato, morto da alcuni anni. È stata la sua residenza fino a qualche decennio fa. Per un periodo, negli anni '60, questo palazzo è stato anche la sede della Scuola Elementare. La destinazione che invece l’amministrazione intende dare a questo edificio è: sale di rappresentanza della residenza municipale, consiglio comunale, presidenza del consiglio e sindaco, mentre a piano terra per lo più saranno sistemate sale per esposizioni e sale museali.

LA DONAZIONE DELLA PINACOTECA:
Il Comune di Taviano ha, inoltre, ricevuto una donazione da parte di un concittadino, il quale ha aperto una pinacoteca che è stata denominata "Arte Salentina". E’ il signor Antonio Piccinno, il quale lavora presso l’Università degli Studi di Lecce. Egli ha fatto una donazione di 190 tele che hanno un valore, secondo l’artista Giuliano D’Elena, superiore a € 500.000; quindi l’impegno è di intitolare questa pinacoteca a colui che ha donato l'opera, appunto ad Antonio Piccinno.

“IL PIS CULTURA”:
destina risorse per il recupero di un patrimonio storico culturale, quale è il nostro “Palazzo Marchesale". L'obiettivo è quello di utilizzare questo immobile importante, anche per consentire a tutti di vedere le tele di Antonio Piccinno e realizzare una pinacoteca d’Arte Salentina.
Questa è la destinazione del “ Progetto di recupero di Palazzo Marchesale attraverso la misura “2.1 Cultura” della Regione Puglia.
“PIS” significa “Progetti Integrati Settoriali”: questo implica che, anziché avere trentasette comuni con trentasette musei che non hanno significato, trentasette comunità e trentasette sindaci si uniscono per fare un percorso enogastronomico che permetta di recuperare non soltanto il Palazzo Marchesale della città di Taviano, ma anche immobili a Ugento, ad Acquarica, e in tanti altri comuni, palazzi belli come questo, per fare un percorso che sia utile alla valorizzazione di tutto il Salento. Un percorso non solo teso alla valorizzazione dei monumenti artistici , ma di tutta la cultura salentina.

I LAVORI:
Ci sono stati una serie di interventi successivi, infatti, (si può notare la foto a sinistra) è stato inserito successivamente un muro; (…quella era una finestra probabilmente centrale). Questi interventi hanno alterato la struttura originaria del Palazzo. Questa era una stanza unica, senza muri di separazione; quando è arrivata, l’impresa edile ha scoperto che avevano costruito un soppalco, una nuova copertura, forse nelle stanze dove aveva abitato l'ultimo proprietario, Don Peppino (come veniva chiamato dai tavianesi). Quando hanno fatto l’intervento di ristrutturazione hanno scoperto che c’era la volta sopra e quindi, demolendo il tetto che era stato costruito in una fase successiva, hanno scoperto affreschi che sono gli unici rimasti nel Palazzo Marchesale.