Marina di Mancaversa: Origini e curiosità.

Mancaversa, frazione del Comune di Taviano, si affaccia sul litorale Jonico, a sud di Gallipoli e di "Punta Pizzo". Confina con località "Li Foggi"; dista 6 Km. da Gallipoli e 30 da Santa Maria di Leuca.La spiaggia è caratterizzata da una costa bassa e rocciosa con delle piccole insenature sabbiose: "Reniceddha", "Paterte", "Mare ti cavaddhi".
Fino ai primi decenni del 1900 era terra paludosa e infestata da malaria; solo da qualche decennio, in seguito all'opera di bonifica, "Marina di Mancaversa" è divenuta località turistica.

Il nome Mancaversa trae la sua origine da due teorie: la prima risale alla terminologia usata dai pescatori gallipolini per definire la costa che si trovava al lato sinistro rispetto a Gallipoli;

manca = lato sinistro,
mancino, versa = versante


l'altra teoria, invece, prende spunto dal dialetto locale, in quanto Mancaversa viene chiamata

bacca = barca
versa = rivoltata


e, quindi, letteralmente significa "barca rivoltata".



Da un atto notarile del 17 aprile del 1913, N° 57 reg. di Compamare Brindisi N° 24 reg. delim. di Compamare Gallipoli, risulta che il toponimo "Mancaversa" fosse usato per indicare solo la fascia costiera demaniale e che la zona, dove si è sviluppato poi il centro abitato, fosse denominata La Principessa.
Nel documento indirizzato al Compartimento marittimo di Brindisi, Ufficio di Porto del Circondario Marittimo di Gallipoli Repertorio n. 3, si legge, infatti, che il Signor Conte Ambrogio Caracciolo di Melissano, con un'istanza del 25 aprile 1912, diretta a S. E. Ministro della Marina, chiedeva la delimitazione della sua proprietà denominata La Principessa (ex "Li Giannelli") fronteggiante la spiaggia in Comune di Taviano. Una volta ottenuta dal Ministero della Marina l'autorizzazione a procedere, appose i termini lapidei per indicare il confine tra la sua proprietà e quella demaniale, secondo le norme indicate all'art. 441 del Codice Civile Allegato n. 1.
Mancaversa è, quindi, un centro abitato "relativamente giovane". Nei primi anni del  1900 contava solo poche case, situate nella zona dove oggi c'è Piazza Mancaversa, allora un grande spiazzo sabbioso in fondo ad una mulattiera, che portava in direzione di Taviano. Le modeste abitazioni appartenevano alle famiglie più ricche del paese e venivano utilizzate solo per villeggiature estive.
Una primordiale forma di condominio si può riscontrare, ancora oggi, nella semplice struttura del "Decurione" : un modesto stabile che, fino agli anni '60, ha ospitato diverse famiglie (una per ogni stanza) con servizi comuni (una cisterna e un gabinetto). Solo ricordi restano del famoso negozio "ta Caitana" (una parvenza di mini-market) dove si poteva acquistare di tutto: dal pesce alla candela e al petrolio, dalla pasta alla verdura, dall'olio alla granita "u crattaturu", (ghiaccio tritato e aromatizzato con essenza di menta o liquore).
Il primo progetto di quotizzazione a suoli edificatori della zona di proprietà delle sorelle principesse Caracciolo, sita in contrada Vaccaversa (Marina di Taviano), risale a Gennaio del 1931, come attesta un documento da noi rinvenuto nell'Archivio Comunale.
 Solo nel secondo dopoguerra il nucleo abitativo si è esteso. Con lo sviluppo della rete stradale, con l'incremento straordinario della motorizzazione, con il crescente interesse turistico verso zone poco conosciute, è caduta la barriera del secolare disinteresse e, insieme alle case, sono sorti centri sportivi, piazzette  ed un bellissimo lungomare .Durante i mesi estivi, considerevole è l'afflusso di numerosi turisti italiani e stranieri in strutture ricettive moderne e confortevoli  .
Non manca un'accogliente chiesa edificata nel 1960, per iniziativa del sacerdote don Pompeo Cacciatore ed abbattuta alla fine del 2000 per costruirne una più spaziosa divenuta parrocchia della Madonna Immacolata.
Qui annualmente si celebra la festa di Sant'Anna a ricordo dell'antica omonima chiesa scomparsa dal centro cittadino. Oggi, Mancaversa è il regno di chi cerca un posto tranquillo, la destinazione ideale per chi intende trascorrere una vacanza all'insegna della natura, della gastronomia e del relax, i cui ingredienti sono da acquolina in bocca: mare trasparente, spiagge di cipria, una tenera ed accessibile scogliera.